Palazzo Baldeschi

TEATRO FERONIA

Il teatro, opera dell'architetto Ireneo Aleandri, presenta una struttura elegante e slanciata verso l'alto, con pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione. La decorazione pittorica è opera di Filippo Bibiena e Raffaele Fogliardi, mentre i cartoni delle pittura, che ornano la volta e il bozzetto del sipario, sono opera del pittore sanseverinate Filippo Bigioli (1798 - 1878) e vengono realizzati da Raffaele Fogliardi. Terminati i lavori, il teatro viene solennemente inaugurato nel 1828 con l'esecuzione di due opere di Gioacchino Rossini, Mosè in Egitto e Matilde di Shabran. Chiuso nel 1961, perché pericolante, il teatro viene riaperto dopo un lungo e complesso lavoro di restauro, nel 1985 con un concerto lirico - strumentale con l'Orchestra di Vienna e la partecipazione del soprano Katia Ricciarelli.

Il Teatro comunale Feronia, affacciato sulla monumentale Piazza del Popolo, è considerato un gioiello dell'architettura teatrale marchigiana. Le condizioni di degrado della prima fabbrica, risalente alla prima metà del XVIII secolo, spinse la Società dei condomini a commissionare un nuovo progetto per la ristrutturazione o, per meglio dire, per la ricostruzione vera e propria all'architetto sanseverinate Ireno Aleandri (1795 -1885), uno tra gli interpreti più significativi nello stato pontificio del fenomeno purista nell'ambito del movimento culturale del Neoclassicismo europeo.I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1823 e furono eseguiti da Domenico, Pietro e Vincenzo Mochi, capomastri di fiducia dell'Aleandri a San Severino. L'elegante ambiente si compone di 19 palchi per ciascuno dei tre ordini, caratterizzati da eleganti balconate a fascia. Il loggione è risolto formalmente come un s quarto ordine di palchi con caratteristiche dimensionali identiche ai tre inferiori; su di esso s'imposta la volta ad unghie di tipo bibienesco.

L'arco scenico è impostato su un ordine gigante di due lesene composite che racchiudono i palchi di proscenio. L'intera decorazione pittorica della sala, in particolare la volta, il sipario e le balconate, fu commissionata al pittore settempedano Filippo Bigioli (1798 - 1878) formatosi, come l'Aleandri, all'Accademia di San Luca a Roma. Egli elabora i bozzetti per le decorazioni che poi furono materialmente tradotti in pittura dal decoratore ascolano Raffaele Fogliardi, tra cui il sipario storico che si richiama al mito della dea Feronia. Dopo cinque anni il teatro era pronto e fu inaugurato il 31 maggio 1828 con l'opera "Matilde di Shabran" di Gioacchino Rossini. Dal 1985, anno della riapertura a seguito di lunghi lavori di restauro, il teatro ospita una prestigiosa stagione teatrale.Sono presenti una sala e un foyer.(da "L'architettura del Purismo nello Stato Pontificio - Ireneo Aleandri", L.M. Cristini).

La mostra è organizzata con l’appassionato impegno degli Amici del FAI
e della Delegazione FAI Macerata.

Amici del FAI

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